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Storia: I Disciplinati


Fu l'eremita perugino Raniero Fasani a dare inizio nella primavera del 1260 alle processioni dei Flagellanti o Disciplinati, che si diffusero ben presto in altre città del centro Italia con l'intento di promuovere, insieme alla pubblica disciplina dei singoli, azioni di pacificazione e di concordia nelle istituzioni comunali.

Le prime manifestazioni di penitenza collettiva ebbero inizio intorno al Giovedì Santo del 1260 (che quell'anno cadeva il 1° aprile) e furono subito viste come un evento eccezionale da sostenere pubblicamente anche tramite la concessione, il 4 e il 19 maggio, di due quindicine di giorni di ferie. In questo modo si favorì lo svolgimento di processioni alle quali, stando alle fonti narrative e iconografiche, prendevano parte persone seminude che si fustigavano intonando "litanie tristi", implorando perdono per i propri peccati e invocando pace e concordia.

L'appoggio istituzionale dato dal vescovo perugino e, ancor di più, dalle autorità cittadine alla generalis devotio dei Flagellanti mostra in modo chiaro come alla valenza religiosa del fenomeno penitenziale si affiancò immediatamente quella politica. La città accettava infatti la pratica della flagellazione pubblica come un sacrificio collettivo in nome della pacificazione interna, intesa come valore sopra le parti e dunque tale da ispirare le scelte politiche del comune di Popolo, impegnato nel consolidamento delle strutture istituzionali di una nuova forma di governo - segnata a partire dal 1255 dall'affiancamento al podestà del capitano del Popolo - che contemplava, tra le altre cose, la sospensione coattiva dei conflitti per far sì che pax perpetuo vigeat et civitas sine fine perseveret in statu pacificu et tranquillo.

Il fatto che la pubblicazione degli Ordinamenta populi - costituiti da severe norme antimagnatizie contro il porto d'armi, la solidarietà di parte e le forme di violenza abitualmente praticate dagli esponenti della nobiltà cittadina - avvenne in occasione di una solenne assemblea del Popolo tenutasi il 5 aprile successivo, lunedì di Pasqua, sarebbe dunque, secondo gli studiosi del fenomeno, la riprova di una «immediata ri-utilizzazione politica dello spirito di pacificazione penitenziale promosso dai Flagellanti» (M. Vallerani).
(Sonia Merli)

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