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Perugia Turismo

Da Perugia a Monte Tezio

Questo itinerario ad anello permette di scoprire i monti a nord ovest della città di Perugia, snodandosi tra le cisterne dell’antico acquedotto e lambendo la base del Monte Tezio.

Distanza: 37 km
Dislivello: 1.133 m
Difficoltà: intermedia/impegnativa
Fondo: asfalto e sterrato
Bici consigliata: mountain bike
Da vedere in zona: Percorso Verde, San Marco, Vagliano e i Conservoni di Monte Pacciano, Monte Tezio, Castello di Procopio, Borgo Colognola, Castello dell'Oscano, Cenerente.
Punti di sosta: 1-Percorso Verde; 2- Museo delle acque Vagliano
Intercambio: percorso 1


Si parte dal Percorso Verde di Pian di Massiano, dal quale si raggiunge la zona di San Marco, ricca di castelli, pievi e case coloniche risalenti ai secoli XIV e XV e dove, nel 1822 è stato rinvenuto il Cippo di Perugia, una stele in pietra con funzioni di confine che si è rivelato fondamentale nella decriptazione della lingua etrusca.
Procedendo da San Marco in direzione di Monte Pacciano si può raggiungere località Conservoni, che custodisce due cisterne in cui veniva raccolta l’acqua utile ad alimentare l’acquedotto di Perugia. Tra il 1254 e il 1277, infatti, vennero costruiti i 5 km di acquedotto che, terminando alla fontana Maggiore, in piazza IV Novembre, riforniva tutto il centro storico, con acque sia piovane sia sorgive. Questa infrastruttura venne ricostruita interamente due volte (nel 1317 e nel 1884), in quanto subì non solo saccheggi di piombo, ma anche le deviazioni di chi voleva irrigare impunemente i propri campi. Alla cisterna più grande - della quale le altre sono una sorta di riserva - si accede da un cunicolo situato nella casa in pietra contigua, un tempo abitazione del custode e oggi sede del Museo delle Acque.
Deviando lungo il bosco, è anche possibile raggiungere un belvedere e l’area di sosta attrezzata.
Ritornando sui propri passi lungo la Strada dei Conservoni fino all’incrocio con la Strada di Monte Pacciano, si riprende il giro che ci condurrà fino a Montebagnolo, alle pendici del Monte Civitella e del ben più imponente Monte Tezio, protetto dall’omonimo parco, sul quale si staglia il Castello di Procopio (o di Migiana). In maniera simile ad altri castelli in Umbria, sebbene sia nato come villaggio rurale aperto, nel 1455 il Castello di Procopio venne fortificato per volere di Federico Barbarossa, con scopo difensivo e di controllo della fertile valle del Tevere. Come Borgo Colognola e il Castello dell’Oscano – che si incontrano in successione proseguendo lungo l’ampia strada sterrata in direzione di Cenerente – ha subito vari interventi conservativi ed è oggi in parte una struttura ricettiva e in parte una residenza privata.
Una volta lasciatoci alle spalle il borgo medievale di Cenerente - che deve il suo nome al calcare del vicino Monte Malbe, detto cenerone, estratto fino alla metà degli anni Ottanta – rientriamo al punto di partenza passando in prossimità del Fuseum, il parco museo di arte contemporanea creato dall’artista perugino Brajo Fuso (1899-1980).

 Itinerario 2

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