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Architettura: Chiesa


La chiesa di San Bevignate costituisce una delle testimonianze monumentali più significative e meglio conservate di quella rete di commende dell'Ordine del Tempio che, grazie anche a un gran numero di lasciti e donazioni, si diffuse capillarmente in Europa. A partire dai primi decenni del XII secolo, si assiste infatti alla creazione di fiorenti aziende agrarie articolate in più corpi di fabbrica concepiti per accogliere la cappella, la sala del capitolo, gli alloggi per i fratres (refettorio e dormitorio) e una serie di altri edifici funzionali alle attività di tipo agricolo.

Strategicamente collocata lungo la via Spargente - il più importante asse viario che attraversava la zona del contado perugino di pertinenza di porta Sole - si caratterizza per il notevole sviluppo verticale e per la pianta a navata unica, scandita da pilastri addossati in due ampie campate con volte a crociera delineate da un cordolo prismatico in pietra, il cui peso è bilanciato da robusti contrafforti esterni che rafforzano le mura perimetrali. L'abside - rettilinea, aggettante e leggermente rialzata rispetto al livello della navata - è affiancata sul lato destro da una torre campanaria a pianta quadrata, che in origine ebbe probabilmente la funzione di residenza del primitivo nucleo della comunità. In corrispondenza di ciascuna campata e nella terminazione piatta dell'abside si aprono finestroni ogivali, mentre sulla facciata, che ha come unico elemento decorativo un bel portale in pietra bianca ornato con due fiori della vita, si apre invece un oculo di grandi dimensioni.

Grazie alla campagna di scavo recentemente condotta è stato inoltre possibile riscontrare che l'edificio medievale ha inglobato i resti di una domus extraurbana e di una fullonica di età romana riutilizzati a mo' di fondazioni. La ricchezza di risorse idriche della zona avrebbe peraltro indotto i committenti della chiesa a incanalare l'acqua tramite il pozzo ancora oggi visibile nella zona absidale dietro l'altare, in modo da poterne disporre comodamente al livello superiore dell'edificato, che previde fin dal principio anche un piccolo spazio ipogeo in corrispondenza della cella absidale, destinato ad accogliere il corpo di Bevignate , il "santo non santo" al quale i Templari decisero fin dal 1256 di intitolare la nuova chiesa fatta edificare nella città di Perugia.
(Sonia Merli)

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